Nati dalla mente del bassista Steve Harris alla metà degli anni ’70, gli Iron Maiden si affermano in poco tempo tra le band più promettenti dell’heavy metal, questo anche grazie all’incredibile impatto che ebbe nel mondo l’uscita di The Number Of The Beast (1982) terzo album della band, nonché il primo che vede alla voce l’attuale frontman Bruce Dickinson.

Durante la decade che seguì, gli Iron Maiden registrarono e si esibirono incessantemente, pubblicando sette studio album, il leggendario live album Live after Death e sostenendo sette tour mondiali, tutto questo solo negli anni ’80.

Questo incredibile susseguirsi di live e la costante presenza dell’inconfondibile Eddie (mascotte presente su tutte le cover e le tshirt degli Iron Maiden) li consolidò come la band più potente del mondo, guadagnando così la sincera ammirazione da parte di numerosi fans provenienti da culture, fedi e sfere sociali differenti, tutti convinti e coinvolti dall’incredibile professionalità della band.

Grazie a pietre miliari della loro carriera quali il World Slavery Tour (1984/5) che li vide, tra le varie date, per la prima volta ospiti headliner nel famoso Rock in Rio (1985), dove tornarono come healiner nel 2001 e nel 2013 e il Monsters of Rock Festival (1988) nel villaggio di Castle Donington in Inghilterra (ancora oggi considerato l’anno con più affluenza di pubblico nella storia della manifestazione, circa 107.000 persone), gli Iron Maiden stabilirono nuovi standard reiventandosi di continuo sia musicalmente che visivamente.

Malgrado gli spazi nelle radio si limitassero a pochi e occasionali heavy metal shows e avendo la band rifiutato di scendere a patti con importanti magazine e media mainstream riguardante prevalentemente celebrità e lifestyle (come fanno molti gruppi oggi) la band aprì numerose nuove frontiere al mondo dell’heavy metal; dalla Polonia all’Europa dell’est, esibendosi oltre quella che fino alla fine degli anni ’80 veniva definita “La Cortina di Ferro” (confine tra est e ovest Europa durante la Guerra Fredda) e dove in genere non erano consentiti concerti, in sud America agli inizi degli anni ’90 e negli anni a seguire, fino ad arrivare nel 2007 sia in Medio Oriente che in India, Indonesia nel 2011 e molti altri paesi del mondo che raramente concedono alle grandi band un’esibizione live.

Gli anni ’90 si rivelarono molto difficili per la scena heavy metal mondiale, ma gli Iron Maiden si mossero tenacemente in avanti accumulando ancora più successo con album quali l’acclamato “Fear Of The Dark” (1992) nonostante la seguente dipartita di Bruce Dickinson dalla band nel 1993.

La band pubblicò due potenti album con il nuovo cantante Blaze Bayley e continuò ad onorare l’impegno preso intraprendendo tour intensivi, dando il meglio di loro stessi durante ogni show.

Ciò nonostante nel 1999 Dickinson e il chitarrista Adrian Smith (che originariamente lasciò la band nel 1990) fecero ritorno negli Iron Maiden e la band vide la nascita di quella che sarebbe stata la loro nuova formazione, composta da sei elementi: Bruce Dickinson (voce), Steve Harris (basso), , Nicko McBrain (batteria), infine Adrian Smith, Dave Murray e Janick Gers (chitarra) o “i tre amici” come loro amano definirsi.

Questa nuova formazione arrivò ancora più in alto, divenne sempre più impavida e  audacemente creativa fino alla realizzazione di Brave New World pubblicato nel 2000.

Grazie al differente ed ingenioso album Dance Of Death (2003) e al seguente audace e oscuro A Matter Of Life And Death (2006) la band ha impressionato nello stesso modo sia i fans che la critica mondiale.

Durante ognuno dei tour che seguirono sia quelli in cui proposero i classici della loro carriera sia quelli in cui proposero interamente A Matter Of Life And Death, gli Iron Maiden accumularono innumerevoli nuovi giovani fans prendendo sempre più slancio nel tempo.

Questa nuova e corraggiosa fase della band raggiunge il suo incredibile apice con il tour Somewhere Back In Time Tour che partì nel febbraio del 2008 ed inizialmente portò la band ad oltre 50.000 miglia per 45 giorni in giro per tutto il mondo, volando sul loro speciale Boeing 757 Ed Force One, pilotato da Bruce Dickinson (qualificato capitano di volo) e viaggiando attraverso tutto il mondo dall’India alla Costa Rica, dall’Australia all’Argentina, da San Paolo a Tokyo.

Ben presto l’insolita notizia fece il giro tra le tv di tutto il mondo e ben presto l’intero reportage del tour divenne un documentario Flight 666, vincitore di award. Realizzato nel 2009, Flight 666 si posizionò al 1° posto nella classifica dvd musicali di oltre 25 paesi e nello stesso anno la band si aggiudicò il primo Brit Award come Miglior Band Live.

Il chitarrista Dave Murray ha piacevolmente rissunto “Ed Force One ha sconfitto il nostro vecchio e malconcio furgone, quello che noi della band abbiamo utilizzato per viaggiare e trasportare le nostre attrezzature in giro per il mondo fin dagli esordi!”

Il travolgente successo di Somewhere Back In Time Tour, protagonista durante tutto il 2009 di innumerevoli show sold out tra l’Europa e il nord America e la seconda escursione in volo per il mondo, convinsero gli Iron Maiden che Ed Force One sarebbe stato il mezzo attraverso cui avrebbero accumulato ancora più fans, in un modo più rapido e in posti che non avrebbero mai pensato di poter visitare attraverso i tradizionali metodi durante i tour.

Anche il 2011 si è rivelato un anno decisivo per la carriera della band, conseguente  alla pubblicazione dell’incredibile quindicesimo studio album The Final Frontier (2010). L’album divenne il più importante successo tra le chart di tutto il mondo, al 1° posto in oltre 28 paesi e debuttando per la prima volta al 4° posto della classifica americana Billboard (posizione più alta raggiunta dalla band nell’importante chart).

Nel febbraio dello stesso anno la band riprende il The Final Frontier World Tour, iniziato a giugno del 2010, ancora una volta a bordo dell’Ed Force One, valicando oltremondo i confini di quest’incredibile odissea mondiale che li vide protagonisti in cinque continenti in soli 66 giorni e portò la band per la prima volta ad esibirsi in posti quali Singapore, Indonesia e sud Korea.

Al termine del tour la band ha totalizzato 98 live show che li ha visti esibirsi di fronte ad oltre 2 milioni di fans in 36 paesi del mondo, terminando trionfalmente con due importanti concerti all’Arena O2 di Londra.

Nello stesso anno la band realizza la compilation From Fear To Eternity e la band si aggiudica il primo Grammy miglior performance metal per il singolo El Dorato estratto dall’album The Final Frontier.

39 anni di attività, quasi 90 milioni di dischi venduti, più di 2000 live show in 58 paesi del mondo, decine di milioni di ammiratori soddisfatti e 15 studio album a dimostrare l’infallibile qualità e l’incredibile potere del loro nome.

Gli Iron Maiden hanno più che meritato l’attuale prestigio di cui sono orgogliosi e che li ha resi tra le più influenti e venerate band di tutti i tempi.