Iron Maiden a Trieste 2018 – Foto e report dalla terza data italiana

Gli Iron Maiden sono tornati ieri sera in Italia per l’ultima data nel nostro paese del Legacy of The Beast Tour 2018. Nell’articolo il report le foto dalla data di Trieste.

L’ultima spettacolare esibizione italiana del 2018 si è tenuta ieri sera, 17 Luglio, presso la Piazza dell’Unità d’Italia di Trieste. Cogliamo l’occasione di inserire nel consueto articolo contenente le foto provenienti dal concerto, un breve report del concerto:

Dopo diverse ore passate (già dal giorno prima e tra una berretta e l’altra) a valutare l’andamento dei lavori di montaggio di palco e scenografia sentendoci un po’ più anziani di quello che siamo, finalmente è giunto il momento di accedere all’area concerti, sono le ore 15:45 e  la fortuna è stata dalla nostra parte, questa volta abbiamo potuto accedere tramite First To The Barrier questo ci da modo di fare una breve capatina allo stand del merchandising nel momento in cui non c’è assolutamente nessuno per farci spennare per acquistare una maglietta ufficiale e via… si torna sotto il palco. Precisi (più o meno) come un orologio alle ore 17:20/17:30 hanno iniziato i The Raven Age seguiti da Rhapsody of Fire ed infine Tremonti, le tre esibizioni dei gruppi di supporto sono state all’altezza e hanno fatto passare bene il tempo in attesa dei Maiden i quali sono saliti sul palco esattamente come previsto alle 20:50, il ruggito dei motori degli Spitfire e la voce di Winston Churchill tuonano su Trieste, ci siamo, è il momento di Aces High, canzone eseguita magistralmente e che ha dimostrato che per Bruce Dickinson ormai la sua malattia è alle spalle, Bruce salta e si dimena sul palco indossando un casco con occhiali da aviatore mentre uno Spitfire gigante si libra sopra la band, al termine dell’opening track l’aereo, abbattuto, precipita ed è il momento di Where Eagles Dare seguita da 2 Minutes to Midnight, a questo punto Bruce si ferma un attimo e arringa un discorso sulla libertà, sul fatto di non farsi mai mettere i piedi in testa e di lottare per le proprie ambizioni e per il proprio popolo, The Clansman inizia con un bellissimo arpeggio di basso acustico eseguito magistralmente dal fondatore Steve Harris e termina altrettanto bene allo stesso modo dopo una possente scarica di energia data al suono di “Freedom“, peccato per la scarsa conoscenza della canzone da una discreta parte del pubblico, ma non importa perché ora è il momento di The Trooper e la folla si scatena e canta a squarciagola mentre Dickinson sventola la bandiera Italiana, a questo punto entrano in scena dei figuranti in divisa militare i quali smembrano la scenografia dai teli mimetici e rivelano la grande cattedrale che ci accompagnerà fino alla fine del concerto, la fase riguardante le tematiche di guerra del concerto è terminata, viene inoltre scoperta anche la batteria di Nicko che fino a questo momento è rimasta coperta dai teli mimetici, ed è proprio Nicko a ritmare alla perfezione la prossima canzone, Revelations, mentre Bruce chiede al pubblico di urlare durante le prime note. Si torna ora a tempi più recenti con For The Greater Good of God, e qui il trio Smith, Murray e Gers non sbaglia, le chitarre fanno alla grande la loro parte in questa bellissima canzone che, tuttavia, sembra poco conosciuta dagli spettatori che mi stanno attorno, si sentono infatti pochi cori tra la folla e Bruce è obbligato ad impartire qualche lezione scandendo le parole e incitando più volte il pubblico a cantare (con scarso risultato), ma il problema delle canzoni poco conosciute viene risolto pochi minuti dopo che The Wicker Man, vicino a me inizia un pogo tremendo tanto che la sicurezza deve intervenire per sedare gli animi. Si procede quindi con Sign of The Cross e finalmente cominciano  vedersi anche un po’ di fuochi e giochi pirotecnici sul palco, anche questa eseguita con estrema maestria da tutta la band e interpretata da Bruce Dickinson in maniera sublime con i suoi travestimenti e con le sue espressioni, la prossima canzone è Flight of Icarus, non mi dilungo anche qui a discutere della maestria dell’esecuzione e dell’interpretazione perché ormai lo avete capito, i Maiden non hanno sbagliato una virgola ed erano in fortissima, ma durante questa canzone il livello scenico raggiunge il suo apice con Dickinson che brandisce dei lanciafiamme! Il finale del concerto si avvicina e la band snocciola il trittico delle immancabili Fear of The Dark, The Number of The Beast e Iron Maiden. Dopo qualche secondo di pausa la band ritorna sul palco per l’encore e il concerto si conclude in bellezza con i classici The Evil That Men Do, Hallowed Be Thy Name ed infine Run To The Hills che concede uno spettacolare finale con Bruce che inseguto dalle esplosioni si posiziona su un gigantesco detonatore rosso con la scritta TNT e fa letteralmente esplodere il palco, le voci del pubblico e il concerto!

Di seguito le foto ufficiali pubbicate dal Azalea.it

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